| Nell'esperienza
condotta finora da parte dello SPISAL nella Ulss 12 Veneziana, le
segnalazioni delle patologie correlate al lavoro, a genesi multifattoriale,
quali ad esempio le allergopatie e le malattie osteoarticolari, sono
numericamente inferiori rispetto a quanto ci si attenderebbe sulla base
dei dati epidemiologici di letteratura.Ne consegue che l'incidenza di
queste patologie è notevolmente sottostimata per quanto attiene alla loro
correlazione con il rischio occupazionale.
Il
flusso di denuncie di malattia professionale che pervengono allo SPISAL
presenta un'estrema variabilità nel tempo che mal si correla con la reale
incidenza della patologia da lavoro. In particolare, si sono riscontrati
incrementi di segnalazioni solo in occasione di importanti vertenze
giudiziarie o di variazioni dei criteri di riferimento assicurativi.
Nella
pratica si osservano con una certa frequenza casi in cui non viene
attribuita la dovuta importanza all'anamnesi lavorativa e al
riconoscimento dei fattori di rischio occupazionali ed extra lavorativi.
In questi casi i medici possono incorrere in omissione di obblighi di
Legge, specificamente, l'obbligo di denuncia di malattia professionale
(art. 139 DPR 1124/65), l'obbligo di referto (artt. 365 CP e 334 CPP),
l'obbligo di denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale (art. 361
CP) e di segnalazione di malattie ricomprese nell'elenco del DM 27/4/2004.
Inoltre,
la mancata redazione del primo certificato medico di malattia
professionale non consente al lavoratore di al riconoscimento da parte
dell'INAIL dei benefici assicurativi e non permette allo Spisal di
espletare le indagini per rilevare eventuali responsabilità penalmente
rilevanti.
In
questi ultimi anni si è concretizzata una significativa collaborazione
tra il Servizio di Prevenzione Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, le
Direzioni Mediche Ospedaliere della ULSS 12 Veneziana.
Si
tratta di un'esperienza, condotta finora soprattutto sulle patologie
neoplastiche correlate ad amianto e CVM, che ha consentito di ridurre
notevolmente la differenza tra le patologie da lavoro attese, in base ai
dati di letteratura scientifica, e quelle rilevate sul campo.
Nel
concreto, il medico di reparto, tramite la Direzione Medica Ospedaliera,
trasmette allo SPISAL informazioni relative ai casi di patologie che
possono essere attribuite alle pregresse esposizioni a CVM e amianto e
riceve dallo SPISAL informazioni circa gli esiti dell'indagine di malattia
professionale.
Per
mettere a regime un flusso stabile di informazioni dai reparti di diagnosi
e cura alle direzioni mediche ospedaliere ed allo SPISAL, si sono
organizzati, con la collaborazione di tutti i soggetti interessati, dei
seminari finalizzati alla reciproca conoscenza, alla condivisione degli
obiettivi e per definire idonee modalità di rilevazione e trasmissione
delle informazioni.
Importante
sviluppo dell'iniziativa è stato la sottoscrizione di un protocollo
d'intesa tra la ULSS 12 Veneziana, la Procura della Repubblica di Venezia
e l'INAIL della provincia di Venezia per l'attuazione di un sistema
integrato di gestione dei casi di malattia professionale o correlata al
lavoro.
Protocollo
d’intesa con la Procura della Repubblica di Venezia e l’INAIL della
provincia di Venezia per un sistema integrato di gestione dei casi di
malattia professionale o correlata al lavoro
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